La parola ad Alessandro Marchetti Tricamo – l’Automobile

Tra sfide e nuove opportunità

La crisi del Coronavirus può essere considerata anche un’opportunità. Un nuovo inzio. La ripresa dovrà avere al centro una nuova consapevolezza sociale, economica e ambientale. E le risorse che arriveranno (speriamo) andranno investite dove si può ottenere il massimo vantaggio per la collettività.

La nuova mobilità post pandemia ruota intorno alla soluzione del problema del trasporto pubblico. La limitazione agli accessi al sistema per motivi di sicurezza porterà a ridurre l’offerta mentre, allo stesso tempo, la crisi economica costringerà più persone a utilizzare il trasporto pubblico. D’altronde, chi non ha un’auto o uno scooter come si muoverà? È questa, più di altre, la parte della popolazione che andrà tutelata. La gestione dei flussi è dunque il problema chiave della fase di ripartenza (e di quella successiva). La soluzione per evitare affollamenti pericolosi passa inevitabilmente attraverso una maggiore frequenza del servizio e un conseguente ampliamento della flotta (e del personale) che deve guardare in particolare a mezzi a metano o elettrici. Non sarà facile, almeno a guardare i bilanci delle municipalizzate, per un settore che da sempre è sostenuto grazie al (ricco) sovvenzionamento pubblico. Sarà fondamentale allora una disincronizzazione degli orari di uffici e scuole in modo da spalmare i flussi di spostamento durante il giorno.

In queste condizioni il mezzo privato avrà un ruolo crescente.

L’auto personale prima di tutto. Ma non solo: l’efficienza dello spostamento diventerà, ancora più di oggi, l’elemento decisionale. In questo scenario di spostamenti a breve e medio raggio potranno (ri)nascere e consolidarsi alternative come bici e monopattini (in sharing o no): modalità resilienti​, in grado di garantire a tutti il diritto alla mobilità, con una minore occupazione di spazio e nel rispetto della distanza di sicurezza. Microveicoli da trovare ovunque e a prezzi più accessibili di oggi: le amministrazioni locali avranno il compito di supportare, anche economicamente, i gestori di questa tipologia di servizi destinati a diventare veri e propri sostituti di trasporto pubblico. È ipotizzabile anche la chiusura di alcune strade – non impattanti sui volumi del traffico circostante – per facilitare questo tipo di spostamenti nella massima sicurezza.

Il sostegno pubblico, a mezzi di micromobilità personale a zero emissioni, può essere ripagato, almeno in parte, dalla riduzione delle esternalità legate all’inquinamento urbano da polveri sottili e ossidi di azoto. In questa direzione lo sviluppo di nuove piste ciclabili – economiche e realizzabili in pochi mesi – può aiutare un parziale riequilibrio della mobilità, sfruttando i 150 milioni di euro inseriti della Legge di Bilancio 2020.

E per l’auto? È l’occasione per fare una radicale trasformazione del nostro parco circolante che conta oltre 11 milioni di veicoli ante Euro 4, su un totale di 39 milioni. Troppi. Bisogna necessariamente renderlo più sostenibile, sia dal punto di vista ambientale che della sicurezza. Il governo deve mettere in atto politiche premianti veicoli con emissioni pari a zero o ridotte al minimo e categorie di auto destinate alle famiglie. In particolare si può pensare ad iniziative di smaltimento degli stock accumulati dalla rete, per sostenere e accelerare la domanda nella seconda parte dell’anno. A essere incentivati dovrebbero essere soprattutto i veicoli che percorrono più chilometri in città ovvero i mezzi commerciali: è probabile ipotizzare che post Coronavirus la diffusione dell’e-commerce continuerà a crescere. La logistica a basso impatto ambientale, soprattutto integrata da consegne locali a zero emissioni (pensiamo a cargobici) deve essere una centralità nel ragionamento sulla nuova mobilità.

A livello europeo sarebbe opportuna una sospensione di un anno per le multe destinati alle industrie automobilistiche che in questo 2020 non riusciranno a rispettare i limiti previsti per la gamma dei loro veicoli di 95 grammi di CO2 per chilometro. Non si dovrebbe parlare di moratoria che avrebbe come unico risultato il premiare chi finora è stato meno virtuoso, penalizzando invece chi ha fatto scelte coraggiose con pianificazioni accurate ed enormi investimenti per rispettare le regole.

Le incertezze riguardano anche il car sharing e il settore taxi.

Le aziende dovranno sanificare periodicamente le auto e il problema riguarda parzialmente anche i taxi. Non sarà facile dal punto di vista operativo ma ciò renderà il servizio nuovamente accettabile per i clienti. L’aggravio di costi, anche in questo caso, dovrà essere in parte supportato dai governi locali. A patto però che nella flotta di car sharing siano introdotti veicoli elettrici, ibridi (full o plug-in) o a biogas. In un processo decisionale dove conta soprattutto l’efficienza dello spostamento, l’auto condivisa e il taxi, seppur più costosi, possono fare la sua parte andando a intercettare una importante fetta di pubblico.

Il mondo della mobilità post pandemia ha diverse sfide davanti a sé, alcune obiettivamente molto difficili ma può contare su un alleato importante: la tecnologia. Tutti i sistemi di cui abbiamo parlato sono già disponibili. Bisogna solo fare uno sforzo per metterli in pratica e non perdere quest’occasione.


By Alessandro Marchetti TricamoDirettore l’Automobile e LuceVerde Radio

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