La parola ad Anna Donati – Kyoto Club

Scelte pubbliche per innovare la mobilità

La Fase 2 è avviata e gli spostamenti delle persone sono ancora ridotti: l’auto è tornata a crescere, il trasporto pubblico fa fatica ad offrire servizi distanziati ma sembra esserci un incremento della mobilità a piedi, in bicicletta e con la micromobilità. Vedremo che accadrà nelle prossime settimane ma il vero banco di prova sarà a settembre con la riapertura delle scuole (si spera) e di molte attività, se riusciremo a non congestionare le nostre città di traffico veicolare, rumore ed inquinamento, tornando alla situazione degli anni ‘90.

Tutto dipenderà dalle scelte pubbliche che verranno adottate dalle Città, dalle Regioni, dalle Politiche nazionali ed anche dalle Politiche Europee delle prossime settimane, se aumenteremo l’insostenibilità del sistema di trasporti o sarà anche questa una buona occasione per cambiare ed accelerare la giusta transizione verso la sostenibilità. Qualcosa si sta muovendo, se anche la Ministra De Micheli parla anche di bicicletta nelle sue interviste.

Le amministrazioni comunali hanno avviato proposte e progetti interessanti per governare la fase due. Gli ambientalisti avanzato soluzioni concrete, le aziende del trasporto pubblico e privato sono in grande difficoltà ma stanno organizzando una reazione. Anche la sharing mobility dopo il duro colpo sta riprogrammando i servizi con nuove regole di sanificazione. Mentre il mondo dell’auto sembra muoversi in prevalenza per tornare al passato, chiedendo incentivi al diesel, il rinvio dell’auto elettrica a dopo il 2025 e la proroga dei limiti alle emissioni di CO2 dei veicoli in sede europea.

Non dimentichiamo che l’allarme Clima resta attuale ed urgente a livello globale e la decarbonizzazione dei trasporti un obiettivo reale del Green Deal Europeo, che è stato confermato come strategia in sede europea.  Le scelte che faremo nelle prossime settimane, le risorse pubbliche che destineremo al sistema economico e produttivo, al sistema di trasporti pubblico e privato, produrranno effetti nei prossimi anni su tutto il sistema.  

Servono cambiamenti strutturali e forti innovazioni, accelerando la decarbonizzazione, dove le Amministrazioni Locali dovranno essere capaci di coordinare in modo deciso ed integrato una offerta intelligente di mobilità, secondo i seguenti criteri:

Risparmiare traffico e spostamenti con lo smart working

Di questi tempi abbiamo imparato in tanti di come lavorare da remoto anche in modo collegiale. Serve spingere e mantenere il lavoro agile per riorganizzare il lavoro dell’amministrazione pubblica e delle imprese private, sostenendo quelli che scelgono di andare in questa direzione, anche studiando vantaggi fiscali.

Piano degli orari della città

Vanno ampliati e differenziati gli orari di ingresso nel lavoro, nelle scuole, nei servizi pubblici e privati, nei servizi commerciali, nel tempo libero e la fruizione della cultura, parchi e giardini, per ridurre le ore di punta e utilizzare al meglio gli spazi ed i servizi disponibili, in particolare della sharing mobility e del trasporto collettivo. Sarà importare il ruolo dei Mobility Manager aziendali, scolastici, di area, per incrociare domanda ed offerta ed immaginare gestioni e servizi dedicati.

Sostenere ed allargare la Sharing Mobility

Bike sharing, scooter sharing e micromobilità elettrica sono essenziali come servizi per spostarsi in autonomia e distanziati. Ovviamente i servizi andranno adeguati alle misure vigenti, con precauzioni d’uso e sanificate, elemento che diventerà fondamentale per la ripresa del car sharing, che essendo un sistema chiuso desterà maggiori preoccupazioni per gli utenti.

Avanti tutta con la bicicletta

Tutte le principali associazioni ambientaliste e della mobilità ciclabile hanno inviato un appello a Governo e Città, per chiedere misure straordinarie di promozione della bicicletta. Chiedono corsie d’emergenza dedicate alla mobilità attiva lungo tutte le principali direttrici urbane, sperimentali ed in deroga al Codice della strada. Le città stanno progettando queste corsie d’emergenza ed il MIT ha dichiarato interesse verso queste soluzioni.

Il trasporto pubblico, la vera incognita del futuro

Andranno messi in sicurezza nell’immediato i conti delle aziende per evitare fallimenti e la perdita dei posti di lavoro, poi si dovrà investire nell’adeguamento del servizio per la fase due e tre. Ma anche in questo campo non si deve rinunciare in prospettiva a potenziare il servizio, adeguare il parco mezzi verso l’elettrificazione, ad innovare i servizi di mobilità, ad integrarli con le altre modalità di trasporti, a realizzare nuove reti. Essenziale per la mobilità regionale e metropolitana sono i servizi ferroviari, che dovranno gradualmente riaprire, ovviamente secondo le regole di distanziamento.  Anche il trasporto pubblico non di linea come taxi ed NCC dovrà ripensare alla propria offerta in modo innovativo anche sul piano delle tariffe.

Potenziare i Mobility Manager

Vanno immaginati dei servizi dedicati, flessibili, promossi ed elaborati dai Mobility Manager aziendali, scolastici, di area, che mettano in relazione il numero di spostamenti, la loro distribuzione temporale, con una gestione condivisa dell’auto privata e promuovendo l’istituzione di servizi di trasporto collettivi dedicati ai dipendenti, cui le aziende di trasporto stanno già pensando come risposta alla situazione corrente.  Quindi anche flessibilità ed innovazione saranno essenziali e saranno la base per i servizi MAAS che si sono solo affacciati in Italia e che dovranno decollare adesso.

Elettrificazione dei veicoli e dei servizi

L’allarme clima resta un problema essenziale ed immediato e puntare sulla elettrificazione è necessario, per la sharing mobility, la bicicletta, il trasporto collettivo, per i motoveicoli e l’auto privata. E’ importante andare avanti anche su questo obiettivo, senza tornare indietro sugli investimenti per gli autobus già programmati o sulla quota che il PNIEC ha fissato come obiettivo al 2030.

Non cancelliamo le ZTL e Low Emission Zone

Ogni tanto nel dibattito viene proposto di sospendere anche per tutta la fase due le ZTL e LEZ nelle città: strategia insostenibile proprio perché l’auto tenderà a crescere, per evitare la crescita dell’inquinamento dell’aria e della congestione. Allo stesso modo le regole del pagamento della sosta devono essere ripristinate. Se davvero si vuole dedicare spazio alla mobilità attiva, alla sharing mobility, a far circolare in modo fluido il trasporto collettivo, abbiamo bisogno di avere città libere da milioni di auto in circolazione per garantire spazio e sicurezza.

A livello europeo sarebbe opportuna una sospensione di un anno per le multe destinati alle industrie automobilistiche che in questo 2020 non riusciranno a rispettare i limiti previsti per la gamma dei loro veicoli di 95 grammi di CO2 per chilometro. Non si dovrebbe parlare di moratoria che avrebbe come unico risultato il premiare chi finora è stato meno virtuoso, penalizzando invece chi ha fatto scelte coraggiose con pianificazioni accurate ed enormi investimenti per rispettare le regole.


By Anna DonatiKyoto Club

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