La parola ad Andrea Di Leo – Legal Team

Rigenerazione urbana: come la nuova mobilità impatta l’urbanistica delle nostre città?

Per superare la crisi che la società attuale affronta, è necessario trovare soluzioni, adottare nuove strategie, portando anche a trasformare e rivitalizzare le aree urbane. Rigenerazione urbana significa miglioramento della qualità della vita e investimenti nel futuro. Un futuro che ci pone davanti una serie di sfide particolarmente importanti, ma anche grandi opportunità, soprattutto in materia di mobilità.

Da un lato, l’epidemia ha innescato un processo di accelerazione di alcuni fenomeni che prima subivano qualche forma di resistenza verso il tradizionalismo e quindi faticavano ad essere accolti. È il caso, ad esempio, della micromobilità che, nei mesi precedenti alla diffusione del virus, ha dovuto affrontare dibattiti giuridici, problemi regolatori, contenziosi amministrativi prima di essere regolamentata. Oggi i processi autorizzatori relativi alla mobilità sono stati semplificati e resi più snelli.

Dall’altro, la pandemia ha imposto una trasformazione della stessa città, dei tessuti urbani e della risidenza privata. A Milano, ad esempio, l’Assessore Maran ha avviato un piano istantaneo di infrastrutturazione leggera, che non risponde ai tempi biblici del diritto amministrativo e della pianificazione urbanistica, a volte un po’ macchinosi. Abbiamo bisogno di recupera spazio e di farlo in fretta, sottraendolo alle automobili e dandolo alla mobilità dolce, alla sharing mobility alla micromobilità con la creazione di infrastrutture leggere, stalli, luoghi di transito in sicurezza.

Astraendoci dal tema della mobilità, invece, le trasformazioni che vedremo nei prossimi mesi derivano principalmente dal fatto che, fino ad oggi, le nostre città si sono sviluppate con una forte polarizzazione sui luoghi di massa, di condivisione, sugli spazi comuni. Questa è quindi la prima trasformazione che avverrà: questi progetti urbani concentrati sul marco non potrà più essere il fulcro dell’urbanizzazione. La rigenerazione tornerà quindi al micro, andando a creare spazi collettivi ma ridotti, ad esempio nei condomini. Il periodo di confinamento ha infatti dimostrato che le nostre case svolgono un ruolo essenziale nelle nostre vite, non solo perché ci proteggono dal virus, ma anche perché sono diventate uno spazio di lavoro o dove poter imparare e crescere. Trascorrere quasi il 100% del nostro tempo al chiuso ci ha insegnato il valore della vita della comunità e del vicinato. È fondamentale ricostruire relazioni di comunità resilienti anche post-covid e garantire che tutti i cittadini vivano in case sane e confortevoli.

Ne abbiamo parlato con Andrea Di Leo, Avvocato Co-Founder di Legal Team

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