La parola a Giuliano Blei – GoVolt

Cogliere le sfide per reinventare un business: le risposte di GoVolt alla crisi

Che il futuro della mobilità nella cosiddetta Fase 2 si giocherà sulle due ruote, è ormai opinione condivisa. GoVolt, operatore di scooter e monopattini elettrici in sharing, presente a Milano e Verona, si è, però, spinto anche oltre. Cogliendo i cambiamenti in atto durante la fase di lockdown dovuta all’emergenza da Coronavirus, ha saputo, infatti, reinventare il proprio modello di business e differenziarsi dalla concorrenza. Ha lanciato così una formula di Delivery di fascia alta che, grazie all’utilizzo di scooter 100% elettrici, è anche sostenibile.

Ne abbiamo parlato con Giuliano Blei, Founder & CEO di GoVolt

La parola a Radek Jelinek – Mercedes-Benz Italia

Tra accelerazione digitale e cambiamento dei consumatori: le leve per la ripartenza di Mercedes

La ripartenza di Mercedes prende avvio dal cambiamento dei consumatori che, con il diffondersi del Covid, sono diventati più digitali, più consapevoli e più attenti all’ambiente, ma anche alla qualità dei propri acquisti. L’azienda stessa ha vissuto un cambiamento al suo interno, diventando più trasparente non solo con i clienti ma anche con i propri dipendenti, partner e dealer.

Migliorare quindi l’esperienza digitale di acquisto e semplificare i processi burocratici e amministrativi sono i punti cardine della strategia messa appunto da Mercedes. Un cambiamento in atto da una decina di anni, ma che con la pandemia ha vissuto un’accelerazione e sta diventando sempre più realtà. È dunque con questo obiettivo che è nato il primo store completamente online di Mercedes, in cui si intende far convergere il 25% delle vendite totali, entro i prossimi cinque anni.

Ne abbiamo parlato con Radek Jelinek, Presidente di Mercedes-Benz Italia

La parola ad Irene Priolo – Regione Emilia-Romagna

Come riparte la Regione Emilia-Romagna? Protocolli di sicurezza, incentivi al Bike to work e monitoraggio della qualità dell’aria

Sono molte le strategie messe in atto dalla Regione Emilia-Romagna per affrontare la ripartenza nella Fase 2 e nelle successive. Protocolli di sicurezza, prima di tutto, elaborati insieme a Sindacati, Imprese ed Enti Locali, per garantire ad imprese e lavoratori di riaprire in sicurezza, mettendo in campo diverse strategie: dall’attuazione delle linee guida governative, che hanno portato alla distribuzione di 2 milioni di mascherine tra la Fase 1 e la Fase 2, all’implementazione di test sierologici per monitorare la salute dei dipendenti e mettere in campo eventuali misure di tutela. Protocolli di sicurezza particolarmente stringenti sono stati elaborati anche dalle aziende che si occupano di trasporto pubblico per regolamentare l’accesso e il distanziamento nei mezzi di trasporto.

A proposito di mobilità, il lockdown ha cambiato il volto delle nostre città portando ad una diminuzione dell’inquinamento e del traffico e ad un miglioramento della qualità dell’aria. È necessario fare tesoro dei dati acquisiti durante questa fase unica per il nostro Paese, in cui tutto, o quasi, si è fermato, per utilizzarli come strumento di pianificazione efficace per il futuro. Misure come lo smart working, ad esempio, che solo qualche mese fa sembrava impraticabile, ha dimostrato di essere efficace sia in ambito privato che pubblico, con risvolti molto interessanti. Sappiamo, inoltre, da molti studi che la maggior parte delle persone, in ambito urbano, si sposta al di sotto dei 5 km per raggiungere il posto di lavoro. Dobbiamo quindi incentivare l’uso di mezzi sostenibili, come la bicicletta, per il Bike to work per cui Regione Emilia-Romagna ha stanziato 3.2 milioni di euro.

Tornando all’altro effetto del lockdown, ovvero al miglioramento della qualità dell’aria, Regione Emilia-Romagna intende analizzare e sfruttare gli importanti dati raccolti in questo periodo per usarli come strumento di pianificazione all’interno del Piano della Qualità dell’Aria, in scadenza nel 2020, che coinvolgerà le Regioni del Bacino Padano e l’Istituto Superiore di Sanità. A questo si aggiungono un’analisi della qualità dell’acqua, quindi del miglioramento dell’ambiente marittimo, per individuare, insieme al Ministero dell’Ambiente, gli strumenti di pianificazione più efficaci per il futuro e uno studio epidemiologico per capire se e quanto effettivamente l’inquinamento abbia favorito la diffusione del virus.

Ne abbiamo parlato con Irene Priolo, Assessore all’ambiente, difesa del suolo e della costa e protezione civile, della Regione Emilia-Romagna

La parola a Maria Lapietra – Comune di Torino

La ripartenza di Torino: come sta reagendo la città a questa nuova normalità?

In sole 24 ore abbiamo imparato ad utilizzare nuovi mezzi tecnologici, ad adottare lo smart working, a fare la fila al supermercato, a salire sui mezzi pubblici salendo da una porta e scendendo dall’altra. L’aria è dunque cambiata, non solo in senso metaforico per quanto riguarda la nostra nuova normalità e co-esistenza con il virus, ma anche nella realtà dei fatti: l’impatto del lockdown sulla qualità dell’aria che respiriamo è stato davvero positivo.

Se è vero che a Torino, con la ripartenza, le autovetture sono tornate a circolare, è vero anche che la mobilità dolce ha visto un incremento di utilizzo mai visto prima: i ciclisti scesi per le strade della città sono aumentati del 335%. Ma la gestione più difficile è stata quella del trasporto pubblico locale, per cui è stato necessario adeguare tutti i mezzi nel giro di pochissimi giorni, sia in termini di comunicazione visiva per far capire le norme di distanziamento e i nuovi flussi differenziati, sia in termini di messaggi verbali e sonori per tutte le persone con disabilità. Ma non solo: dispenser di gel igienizzante e mascherine a bordo dei mezzi pubblici, sanificazione in corsa, ai capolinea e nei depositi, igienizzazione degli impianti di area condizionata cercando di avere un ricircolo dell’aria dall’esterno e non dall’interno.

La Città di Torino è dunque pronta a lanciare il proprio piano della mobilità i cui pilastri sono: realizzazione di controviali con limite di velocità a 20 km/h, con la priorità ciclabile e le cosiddette case avanzate; creazione di piste ciclabili; offerta sempre più ampia di mezzi in sharing.

Ne abbiamo parlato con Maria Lapietra, Assessore alla Viabilità e Trasporti, Infrastrutture, Mobilità Sostenibile e Politiche per l’Area Metropolitana del Comune di Torino

Mobilità autonoma: è ora di guidare l’innovazione

L’epidemia di questi mesi ha cambiato tante cose: alcuni processi di crescita vengono accelerati mentre altri potrebbero subire brusche frenate. 

C’è un dibattito diffuso sulle implicazioni nell’industria della guida autonoma, uno dei trend della mobilità più in crescita degli ultimi anni. Da un lato, i più scettici avevano già procrastinato la visione dell’auto autonoma molto avanti nel futuro, soprattutto a causa di limiti tecnologici, barriere normative e investimenti milionari. Dall’altro, segmenti di mercato specifici potrebbero trovare spazi di applicazioni in tempi rapidi, spinti da necessità emerse proprio durante l’emergenza.

Il trend internazionale non sembra rallentare gli investimenti, almeno oltre oceano.

Waymo, l’azienda californiana leader per esperienza e km percorsi, ha appena annunciato un’estensione del proprio round di finanziamento aperto poche settimane fa raccogliendo complessivamente 3 miliardi di $ attraverso una serie di investitori internazionali. Più complessa la sorte di un’altra “star” del settore, Zoox, che da molti anni viaggia su valutazioni a 9 cifre. In questi giorni sono uscite indiscrezioni sul fatto che sia in vendita (alla valutazione di 2.7 miliardi), vittima della crisi del momento. La sensazione è che gli investimenti si stiano indirizzando verso i “leader” di mercato, dove il rischio di fallimento è più basso e il ritorno è al massimo diluito nel tempo.

L’uso della guida autonoma contro il virus

Ma se i robotaxi rappresentano una visione lontana, altri servizi sarebbero stati più che necessari in questi ultimi mesi: la consegna di beni e prodotti di necessità, la possibilità di trasportare persone (magare affette da covid) in maniera sicura e senza essere a contatto con guidatori, la possibilità di erogare servizi medicali o accedere a zone rosse specifiche. Sono state tante le occasioni in cui avremmo potuto utilizzare veicoli speciali a guida autonoma in questi ultimi mesi. Parliamo di nicchie di mercato, non della guida autonoma di massa.

Ma proprio queste nicchie aprono la strada alle sperimentazioni, alla definizione delle regole, alla possibilità di approvare in sicurezza e confrontarsi con gli Enti regolatori e oltrepassare le barriere che spesso frenano nuovi servizi. I Ministeri dei Trasporti e dell’Innovazione hanno presentato un accordo interministeriale durante il Masa Day (15 maggio – nell’ambito del Motor Valley Festival), finalizzato a consultare il mercato per progetti e sperimentazioni di smart mobility per persone, merci e aree urbane a domanda debole. La consultazione è disponibile sul sito Appaltigovernativi.gov. Ma occorre creare competenze diffuse per gestire e operare questi veicoli che oggi si vedono principalmente in mercati evoluti e predisposti all’innovazione.

La nuova iniziativa Ecomobility

In questo contesto nasce Ecomobility, promossa per supportare il cambiamento in Italia e aiutare a costruire le basi per lo sviluppo del settore. È ora di partire e il rilancio economico che il Paese sta disegnando deve basarsi anche sulle nuove tecnologie e i nuovi business ad esse correlati.


By Carlo Iacovini – Board Member, Clickutility on Earth

La parola a Gabriele Benedetto – Telepass e Luciano De Propris – Consorzio ELIS

I progetti su cui scommettere per il futuro della mobilità: la strategia di Telepass e le startup del network di Open Italy

Il Covid19 ha cambiato la mobilità più di quanto siamo riusciti a fare negli ultimi 10 anni. Alcune trasformazioni che erano in corso incontreranno di certo difficoltà e dovranno purtroppo interrompere il proprio sviluppo. D’altro canto, però, ancora prima dell’epidemia c’era una mobilità che si stava affermando, ossia la micromobilità urbana, che vedrà un vero e proprio exploit nella convivenza col virus. La micromobilità è dunque una delle direttrici su cui punta Telepass, con la convinzione che sarà proprio la micromobilità il punto di forza delle smart city, in grado di interfacciarsi con il trasporto pubblico locale più di altre forme di spostamento. Oltre all’utilizzo di ticket che suddividano il flusso dei passeggeri per orari diluiti nell’arco della giornata, le amministrazioni devono infatti disincentivare l’utilizzo del mezzo pubblico per chi effettua poche fermate mettendo a disposizione dell’utenza crediti per la micromobilità.

Bisogna dunque essere pronti ad investire sull’innovazione, nonostante questo sia un momento difficile, soprattutto per i soggetti più piccoli. E’ proprio questo l’obiettivo del programma Open Italy del Consorzio Elis, che vuole fare da sales accelerator per il mondo di startup, pmi e scale app che hanno un grande potenziale. La scommessa di oggi è quindi coniugare la grande idea di una startup con il meccanismo di business ben codificato di una corporate, così che lo scambio di competenze permetta all’innovazione di crescere anche in questo momento di crisi.

Ne abbiamo parlato con Gabriele Benedetto, CEO di Telepass S.p.A. e Luciano De Propris, Head of Open Innovation & Sustainability del Consorzio ELIS

La parola ad Andrea Di Leo – Legal Team

Rigenerazione urbana: come la nuova mobilità impatta l’urbanistica delle nostre città?

Per superare la crisi che la società attuale affronta, è necessario trovare soluzioni, adottare nuove strategie, portando anche a trasformare e rivitalizzare le aree urbane. Rigenerazione urbana significa miglioramento della qualità della vita e investimenti nel futuro. Un futuro che ci pone davanti una serie di sfide particolarmente importanti, ma anche grandi opportunità, soprattutto in materia di mobilità.

Da un lato, l’epidemia ha innescato un processo di accelerazione di alcuni fenomeni che prima subivano qualche forma di resistenza verso il tradizionalismo e quindi faticavano ad essere accolti. È il caso, ad esempio, della micromobilità che, nei mesi precedenti alla diffusione del virus, ha dovuto affrontare dibattiti giuridici, problemi regolatori, contenziosi amministrativi prima di essere regolamentata. Oggi i processi autorizzatori relativi alla mobilità sono stati semplificati e resi più snelli.

Dall’altro, la pandemia ha imposto una trasformazione della stessa città, dei tessuti urbani e della risidenza privata. A Milano, ad esempio, l’Assessore Maran ha avviato un piano istantaneo di infrastrutturazione leggera, che non risponde ai tempi biblici del diritto amministrativo e della pianificazione urbanistica, a volte un po’ macchinosi. Abbiamo bisogno di recupera spazio e di farlo in fretta, sottraendolo alle automobili e dandolo alla mobilità dolce, alla sharing mobility alla micromobilità con la creazione di infrastrutture leggere, stalli, luoghi di transito in sicurezza.

Astraendoci dal tema della mobilità, invece, le trasformazioni che vedremo nei prossimi mesi derivano principalmente dal fatto che, fino ad oggi, le nostre città si sono sviluppate con una forte polarizzazione sui luoghi di massa, di condivisione, sugli spazi comuni. Questa è quindi la prima trasformazione che avverrà: questi progetti urbani concentrati sul marco non potrà più essere il fulcro dell’urbanizzazione. La rigenerazione tornerà quindi al micro, andando a creare spazi collettivi ma ridotti, ad esempio nei condomini. Il periodo di confinamento ha infatti dimostrato che le nostre case svolgono un ruolo essenziale nelle nostre vite, non solo perché ci proteggono dal virus, ma anche perché sono diventate uno spazio di lavoro o dove poter imparare e crescere. Trascorrere quasi il 100% del nostro tempo al chiuso ci ha insegnato il valore della vita della comunità e del vicinato. È fondamentale ricostruire relazioni di comunità resilienti anche post-covid e garantire che tutti i cittadini vivano in case sane e confortevoli.

Ne abbiamo parlato con Andrea Di Leo, Avvocato Co-Founder di Legal Team

La parola ad Anna Donati – Kyoto Club

Scelte pubbliche per innovare la mobilità

La Fase 2 è avviata e gli spostamenti delle persone sono ancora ridotti: l’auto è tornata a crescere, il trasporto pubblico fa fatica ad offrire servizi distanziati ma sembra esserci un incremento della mobilità a piedi, in bicicletta e con la micromobilità. Vedremo che accadrà nelle prossime settimane ma il vero banco di prova sarà a settembre con la riapertura delle scuole (si spera) e di molte attività, se riusciremo a non congestionare le nostre città di traffico veicolare, rumore ed inquinamento, tornando alla situazione degli anni ‘90.

Tutto dipenderà dalle scelte pubbliche che verranno adottate dalle Città, dalle Regioni, dalle Politiche nazionali ed anche dalle Politiche Europee delle prossime settimane, se aumenteremo l’insostenibilità del sistema di trasporti o sarà anche questa una buona occasione per cambiare ed accelerare la giusta transizione verso la sostenibilità. Qualcosa si sta muovendo, se anche la Ministra De Micheli parla anche di bicicletta nelle sue interviste.

Le amministrazioni comunali hanno avviato proposte e progetti interessanti per governare la fase due. Gli ambientalisti avanzato soluzioni concrete, le aziende del trasporto pubblico e privato sono in grande difficoltà ma stanno organizzando una reazione. Anche la sharing mobility dopo il duro colpo sta riprogrammando i servizi con nuove regole di sanificazione. Mentre il mondo dell’auto sembra muoversi in prevalenza per tornare al passato, chiedendo incentivi al diesel, il rinvio dell’auto elettrica a dopo il 2025 e la proroga dei limiti alle emissioni di CO2 dei veicoli in sede europea.

Non dimentichiamo che l’allarme Clima resta attuale ed urgente a livello globale e la decarbonizzazione dei trasporti un obiettivo reale del Green Deal Europeo, che è stato confermato come strategia in sede europea.  Le scelte che faremo nelle prossime settimane, le risorse pubbliche che destineremo al sistema economico e produttivo, al sistema di trasporti pubblico e privato, produrranno effetti nei prossimi anni su tutto il sistema.  

Servono cambiamenti strutturali e forti innovazioni, accelerando la decarbonizzazione, dove le Amministrazioni Locali dovranno essere capaci di coordinare in modo deciso ed integrato una offerta intelligente di mobilità, secondo i seguenti criteri:

Risparmiare traffico e spostamenti con lo smart working

Di questi tempi abbiamo imparato in tanti di come lavorare da remoto anche in modo collegiale. Serve spingere e mantenere il lavoro agile per riorganizzare il lavoro dell’amministrazione pubblica e delle imprese private, sostenendo quelli che scelgono di andare in questa direzione, anche studiando vantaggi fiscali.

Piano degli orari della città

Vanno ampliati e differenziati gli orari di ingresso nel lavoro, nelle scuole, nei servizi pubblici e privati, nei servizi commerciali, nel tempo libero e la fruizione della cultura, parchi e giardini, per ridurre le ore di punta e utilizzare al meglio gli spazi ed i servizi disponibili, in particolare della sharing mobility e del trasporto collettivo. Sarà importare il ruolo dei Mobility Manager aziendali, scolastici, di area, per incrociare domanda ed offerta ed immaginare gestioni e servizi dedicati.

Sostenere ed allargare la Sharing Mobility

Bike sharing, scooter sharing e micromobilità elettrica sono essenziali come servizi per spostarsi in autonomia e distanziati. Ovviamente i servizi andranno adeguati alle misure vigenti, con precauzioni d’uso e sanificate, elemento che diventerà fondamentale per la ripresa del car sharing, che essendo un sistema chiuso desterà maggiori preoccupazioni per gli utenti.

Avanti tutta con la bicicletta

Tutte le principali associazioni ambientaliste e della mobilità ciclabile hanno inviato un appello a Governo e Città, per chiedere misure straordinarie di promozione della bicicletta. Chiedono corsie d’emergenza dedicate alla mobilità attiva lungo tutte le principali direttrici urbane, sperimentali ed in deroga al Codice della strada. Le città stanno progettando queste corsie d’emergenza ed il MIT ha dichiarato interesse verso queste soluzioni.

Il trasporto pubblico, la vera incognita del futuro

Andranno messi in sicurezza nell’immediato i conti delle aziende per evitare fallimenti e la perdita dei posti di lavoro, poi si dovrà investire nell’adeguamento del servizio per la fase due e tre. Ma anche in questo campo non si deve rinunciare in prospettiva a potenziare il servizio, adeguare il parco mezzi verso l’elettrificazione, ad innovare i servizi di mobilità, ad integrarli con le altre modalità di trasporti, a realizzare nuove reti. Essenziale per la mobilità regionale e metropolitana sono i servizi ferroviari, che dovranno gradualmente riaprire, ovviamente secondo le regole di distanziamento.  Anche il trasporto pubblico non di linea come taxi ed NCC dovrà ripensare alla propria offerta in modo innovativo anche sul piano delle tariffe.

Potenziare i Mobility Manager

Vanno immaginati dei servizi dedicati, flessibili, promossi ed elaborati dai Mobility Manager aziendali, scolastici, di area, che mettano in relazione il numero di spostamenti, la loro distribuzione temporale, con una gestione condivisa dell’auto privata e promuovendo l’istituzione di servizi di trasporto collettivi dedicati ai dipendenti, cui le aziende di trasporto stanno già pensando come risposta alla situazione corrente.  Quindi anche flessibilità ed innovazione saranno essenziali e saranno la base per i servizi MAAS che si sono solo affacciati in Italia e che dovranno decollare adesso.

Elettrificazione dei veicoli e dei servizi

L’allarme clima resta un problema essenziale ed immediato e puntare sulla elettrificazione è necessario, per la sharing mobility, la bicicletta, il trasporto collettivo, per i motoveicoli e l’auto privata. E’ importante andare avanti anche su questo obiettivo, senza tornare indietro sugli investimenti per gli autobus già programmati o sulla quota che il PNIEC ha fissato come obiettivo al 2030.

Non cancelliamo le ZTL e Low Emission Zone

Ogni tanto nel dibattito viene proposto di sospendere anche per tutta la fase due le ZTL e LEZ nelle città: strategia insostenibile proprio perché l’auto tenderà a crescere, per evitare la crescita dell’inquinamento dell’aria e della congestione. Allo stesso modo le regole del pagamento della sosta devono essere ripristinate. Se davvero si vuole dedicare spazio alla mobilità attiva, alla sharing mobility, a far circolare in modo fluido il trasporto collettivo, abbiamo bisogno di avere città libere da milioni di auto in circolazione per garantire spazio e sicurezza.

A livello europeo sarebbe opportuna una sospensione di un anno per le multe destinati alle industrie automobilistiche che in questo 2020 non riusciranno a rispettare i limiti previsti per la gamma dei loro veicoli di 95 grammi di CO2 per chilometro. Non si dovrebbe parlare di moratoria che avrebbe come unico risultato il premiare chi finora è stato meno virtuoso, penalizzando invece chi ha fatto scelte coraggiose con pianificazioni accurate ed enormi investimenti per rispettare le regole.


By Anna DonatiKyoto Club

La parola ad Enrico Stefàno – Comune di Roma

La Capitale punta su micromobilità e sharing

E’ iniziata da poche ore la Fase 2 e Roma, così come i romani, sembra reagire bene alla nuova mobilità cittadina. La macchina del trasporto pubblico locale, i cui ingressi sono stati contingentati e per cui sono stati dispiegati circa 1.000 dipendenti Atac per cercare di supportare l’utenza e diluire gli afflussi, ha retto senza problemi. Allo stesso tempo, non si sono rilevate particolari criticità nemmeno a livello di traffico privato, decisamente limitato grazie anche all’assenza di turismo e agli spostamenti degli studenti azzerati.

Ma un ruolo di primaria importanza lo svolgono i servizi in sharing, soprattutto in questa fase post-emergenza. La mobilità condivisa è infatti un prezioso alleato dei sistemi tradizionali, dal trasporto pubblico ai taxi, in quanto permette al cittadino di lasciare a casa l’auto privata, muovendosi comunque in modo flessibile e puntuale. Per questo Roma punta sullo sharing e ha deciso di lanciare un avviso pubblico relativo ai monopattini in condivisione: a Roma oltre il 55% degli spostamenti avviene sotto i 30 minuti e la micromobilità è assolutamente la risposta alle esigenze di chi effettua questi brevi spostamenti, in particolare per coprire il primo e l’ultimo miglio. Centrale e di grande supporto alla mobilità urbana sarà anche il car sharing, in merito al quale è stata approvata una delibera che elimina il canone che le società pagano al Comune in proporzione a quanto il servizio viene esteso nelle zone meno centrali della Capitale.

In atto anche un piano molto ambizioso che prevede 150km di rete ciclabile da realizzarsi da qui alla fine dell’anno. I lavori per i primi 20/40km partiranno già subito con l’uso di infrastrutture molto leggere, non temporanee, lungo le arterie principali della città. Rimane, però, sempre importante il senso civico dei cittadini, così come è essenziale continuare ad adottare il tele-lavoro e uscire il meno possibile. Questi comportamenti virtuosi saranno d’aiuto agli enti locali, che da tempo pianificano la tanto attesa Fase 2 ma che solo ora, con la verifica sul campo, potranno pianificare una nuova fase, quella dell’aggiustamento.

Ne abbiamo parlato con Enrico Stefàno, Presidente della III Commissione Mobilità di Roma Capitale

La parola all’Associazione Club Monopattini Torino

Il monopattino elettrico: un’esperienza innovativa, provata per caso nelle magiche città Europee

L’Associazione Club Monopattini Torino nasce da un gruppo di persone appassionate di innovazioni tecnologiche che, catturate dal potenziale del monopattino, si sono unite per difforne l’utilizzo e sensibilizzare l’utente nei confronti di questo nuovo mezzo di trasporto.

Siamo ispirati dalla frase di Henry Ford “C’è un vero progresso solo quando i vantaggi di una nuova tecnologia diventano per tutti”: infatti, secondo una statistica offerta dal quotidiano Il Sole 24 Ore, in Italia, sono stati acquistati oltre 230 mila mezzi elettrici tra il 2018/2019.

La mobilità elettrica, quindi, potrebbe aiutare notevolmente a snellire il traffico urbano, riducendo i costi dell’utilizzatore per carburante e parcheggio, l’impatto ambientale ed infine migliorando il tenore di vita dell’utente (ansia al volante). Ci soffermiamo un attimo sullo stress automobilistico: secondo il sondaggio di una rispettabilissima compagnia assicurativa, guidare provoca ansia al 48% degli italiani. Sono in molti a somatizzare lo stress con mal di testa, aumento dei battiti cardiaci o senso di nausea. Il parcheggio selvaggio è il comportamento che irrita di più.

Insieme alla giusta collaborazione offerta dalle Istituzioni molto sensibili a questo progetto green e con la Consulta della Mobilità dei Trasporti di Torino, di cui l’Associazione fa parte, si sta svolgendo un lavoro della riqualifica urbanistica, con la realizzazione di piste ciclabili, che sarà un punto fondamentale per proiettarsi rapidamente in un mondo green.

Per quanto riguarda la parte economica sarebbe gradito poter detrarre il costo del mezzo mediante la compilazione del mod. 730.

Crediamo sia di essenziale importanza l’offerta di un servizio in condivisione dei monopattini con la formula del free floating come quelli offerti a Torino da Hive, Helbiz, Tier etc. Queste aziende sono in grado di sopperire ad un esigenza comune a tutti come gli spostamenti in città nelle medie distanze, ad esempio lo spostamento casa-lavoro, e non solo. In questo momento di emergenza legata al Covid-19 si ha molta insicurezza per quanto riguarda i trasporti pubblici, causa di assembramenti: ecco quindi spiegata l’importanza del monopattino. Con la cosiddetta fase 2, le associazioni per la mobilità a Torino continuano a chiedere d’intraprendere rapidi provvedimenti per evitare il diffondersi di questa epidemia. Muoversi col proprio monopattino o la propria e-bike è una delle risposte più sicure rispetto l’utilizzo del mezzo pubblico, in quanto permette di rispettare sia le indicazioni sanitarie sia le ordinanze dei nostri amministratori.

Noi amatori del monopattino apprezziamo la frase storica del grande scienziato Edward Teller:

“La scienza di oggi è la tecnologia di domani”


By Associazione Club Monopattini Torino

Scarica l’infografica dell’Associazione con le caratteristiche principali che devono avere i monopattini e le norme di comportamento da tenere